domenica 12 dicembre 2010

WEEK END TRAILER EXTRAVAGANZA #4

THOR di Kenneth Branagh, 2011

Qualcosa davvero non è andata come sarebbe dovuta andare nella carriera del povero Kenneth, lui ci teneva un sacco a fare l'intellettuale ma chissà come (il mutuo?) è finito a dirigere un film di supereroi. Povero, povero Kenneth. Thor è uno di quei supereroi che quando li incontravo in qualche crossover non vedevo l'ora se ne tornasse nella sua serie regolare senza rompere troppo le palle tanto era il tedio, sarà che tendevo più ad identificarmi in adolescenti sfigati che si ritrovavano per le mani superpoteri strafighi e cercavano goffamente di conquistare le ragazze dei loro sogni piuttosto che nei panni di un dio (ti piace vincere facile eh?) che gira vestito come il cantante di un gruppo epic metal brandendo un martello, quindi per quel che mi riguarda questo non è certo il film più atteso del 2011. Poi beh, quando scassa il pavimento a colpi di Mjolnir gasa pure eh, ma tutto il resto, Portman a parte, convince poco, sembra un guazzabuglio di CGI parecchio plasticona, dialoghi non proprio di alto livello e Chris Hemsworth sarà pure un manzo pompatissimo alto cinque metri ma pare davvero ingiocabile (un po' come il fulmine che fa esplodere la scritta 3D). Con buona pace per la Dennings, Hopkins, Skarsgård, Elba (ok Idris, dato che in The Wire e Luther c'eri anche te ti abbuono Obsessed, ti tengo d'occhio però, vedi di rigar dritto) che è tutta gente a cui si vuol bene e Jaimie Alexander che proprio non ho idea da dove salti fuori ma è certo che la cotta di maglia le dona proprio parecchio.
Che poi è inutile faccia tanto lo schizzinoso perchè lo sapete voi e lo so pure io che me lo andro a vedere. Damn you Kenneth Branagh! (“YOU’RE AN OLD MAN AND A FOOL!" dovevo dirlo, è più forte di me)



KILL THE IRISHMAN di Jonathan Hensleigh, 2011

Hensleigh, al terzo tentativo dopo l'infamissimo The Punisher, sul quale non val la pena spendere nemmeno mezza parola e Welcome to the Jungle (che no, non ha nulla a che vedere con questo) un Cannibal Holocaust wannabe che non ho visto ma che se possibile pare addirittura più infame del debutto e con il suo 4.6 sull'IMDb parla chiarissimo, pare finalmente averne azzeccata una! Se c'è una cosa che m'ingassa di più dei film sulla mafia italoamericana sono i film di gangsters irlandesi e questo Kill the Irishman parla giust'appunto di tale Danny Green (Ray Stevenson, proprio il califfo che ha messo una pezza al fallimento di Hensleigh impersonando Frank Castle nell'ignorantissimo e finalmente ultraviolento Punisher: War Zone) un irlandese che il trailer ci dice realmente esistito a cui viene la bella pensata di dichiarare guerra alla mafia di Cliveland. A parte l'orrenda canzone rap metal che parte allo 0.58 che in un film ambientato negli anni 70 ci sta come i Nine Inch Nails in un film ambientato al tempo degli antichi greci (però mi venga un colpo se Just Like You Imagined non gasa, diavolo di uno Snyder!) pare niente male, storie ghetto di regolamenti mafiosi come se piovessero e a dar manforte a Stevenson ci sono un Val Kilmer gonfio come un otre, il buon vecchio Christopher Walken, Vincent "palla di lardo" D'Onofrio, Vinnie Jones, che iddio lo benedica e quella patata di qualità di Laura Ramsey. Sulla carta quindi i numeri per tirar fuori un bel filmettino dignitoso ci sono, vediamo se Hensleigh riesce a mandare tutto a puttane pure a sto giro.

 
I AM NUMBER FOUR di D.J Caruso, 2011

Ammetto che nonostante il nome da resident Dj al Dance at Arena di Hollywood assieme a Dj Paparazzi, D.J. Caruso con The Salton Sea (onestissimo noir con un Kilmer dall'aspetto ancora umano) e Disturbia (che con il colpo basso di inserire nel casting Sarah Roemer mi ha attirato come una falena alla fiamma) m'aveva intrigato, poi è uscito Eagle Eye e nonostante lo spiegamento di forze dell'accoppiata Monaghan / Dawson ho cercato di vederlo due volte e la prima mi sono addormentato, la seconda mi sono dimenticato di starlo a guardare ritrovandomi a fissare la parete (SPOILER: non è un buon segno). Con questa sua ultima fatica Caruso entra in scivolata nel regno delle cazzatissime, adattando per il grande schermo un libro che francamente non piazzerei nemmeno sotto la gamba zoppicante del tavolo per metterlo in piano. Scritto sotto pseudonimo (Pittacus Lore che, cazzo, sembrava proprio un nome vero e comunque il fatto non ci voglia metter la faccia nemmeno lui la dice lunga) da quel vigliacco farabutto di  James Fray e da un altro tipo che non so chi sia e nemmeno me ne fotte qualcosa, I Am Number Four narra di un adolescente che blah, blah, blah, arriva in città e si mette con la più figa della scuola blah, ma ovviamente la storia d'amore viene ostacolata dal fatto che lui  c'ha i probblemi perchè alieno dotato di superpoteri ma soprattutto perchè degli scarichissimi pseudo Romulani  gli dan la caccia per fargli staccare il biglietto. Personalmente mi attira come una colonscopia e il fatto che alla produzione ci sia Michael Bay non mi rincuora nemmeno un po'.
Ah, e Timothy, invece di perder tempo con queste stronzate, dacci dentro con Justified che qua si aspetta la nuova stagione!



TRANSFORMERS: DARK OF THE MOON di Michael Bay, 2011

Questa settimana è sbucato il teaser del terzo capitolo della saga che ha stuprato i ricordi della nostra infanzia, presumibilmente intitolato così per evitare di sentir bussare gli avvocati dei Pink Floyd alla porta, e devo dire che, nonostante il mio odio profondo nei confronti di Bay e del suo cinema tutto tricche e tracche e bombe a mano, non mi dispiace. E' che le stronzate lunari sono un po' il mio tallone d'Achille, son fatto così, fammi vedere un modulo Apollo e non capisco più niente. Certo il mecha design del robottone è sempre la solita fuffa dei primi due  capitoli ma peggio di Revenge of the Fallen mi pare difficile poter arrivare, a meno di un subentro di Emmerich dietro la macchina da presa. Sono fiducioso, certo bisogna vedere come Bay si gioca i restanti 118 (se va bene) minuti e la possibilità che finisca tutto in vacca è sempre dietro l'angolo ma se non altro quella stronza di Megan Fox è stata spesata in favore di Rosie Huntington-Whiteley, la super modella di Victoria Secret che nonstante abbia la pagina di IMDb più amara di tutto l'internet pare decisamente avere altre skills tra le sue doti e se non sapete chi sia vuol dire che siete morti. Ma non fatevi strane idee perchè se l'è già accaparrata quello smilzino di Shia, li mortacci sua.



REAL STEEL di Shawn Levy, 2011

Girato usando gli scarti di CGI di Transformers processati con un Amiga 500 (perchè Spielberg non è uno che butta via niente) da Levy, regista tra l'altro della doppietta ambientata al Museo che non ho proprio la minima intenzione di vedere dato che l'unico suo film che ho mai visto è Just Married, mentre ero in aereo, e a momenti preferivo schiantarmi nell'oceano, questo Real Steel avrà sicuramente fatto saltare più di una testa tra gli sceneggiatori di Bollywood per non essersi fatti venire questa meravigliosa idea dei robot che si picchiano prima dei ricchi cugini americani. In effetti la storia è presa da un racconto del '56 di Richard Matheson (già adattato tra l'altro in un episodio di The Twilight Zone) che non ho letto ma sono più che certo abbia infinitamente più classe di questa puttanata, non che ci voglia poi molto, e visto che ci sono altre quattro persone accreditate nel reparto scrittura immagino abbiano fatto un bel po' fatica a cavare da un racconto  breve  abbastanza materiale per raggiungere l'ora e mezza canonica. Probabilmente poi a Jackman l'esperienza con quello scempio di X-Men Origins: Wolverine (film che ci piace ricordare così) non è bastata, ha deciso quindi di buttarsi a capofitto nel ruolo di un ex pugile che allena un robot radiocomandato (se qualcuno mi spiega il senso di questa cosa gliene sarei profondamente grato) a fare a mazzate. Nel cast anche Evangeline Lilly che vabbè, dopo (l'amarissima) fine di Lost, non ha più niente da fare a parte le pubblicità dello shampoo ma potrebbe pure scegliersi copioni migliori.



EVIDENCE di Howie Askins, 2011

Ok, lo so, ormai ne abbiamo tutti un po' piene le palle dei film che hanno la pretesa d'esser basati su materiale ritrovato e nonostante al tempo gli sia voluto parecchio bene cominciamo ad augurare a Myrick e Sànchez di schiattare della peggior morte per aver messo in piedi tutta questa faccenda. Evidence racconta di quattro ragazzi che tanto per cambiare vanno in giro per i boschi finchè non trovano una creatura a quanto pare parecchio incazzosa. Nonostante il plot non sia propio dei più originali da quel che si può vedere il film sembra ben girato e recitato in maniera convincente, a me intriga e mette pure un po' d'ansia, vedremo, per segnare Askins sul libro nero c'è sempre tempo.



THE TUNNEL di Carlo Ledesma, 2010

Nuovo teaser per l'australiano The Tunnel, film anche questo basato sulla manfrina del materiale ritrovato che però ha nei metodi produttivi un grosso punto d'interesse. Il film è stato girato grazie ai soldi raccolti vendendo i singoli frame (questo lo splendido poster con i nomi di tutti coloro hanno contribuito finanziariamente), un po' come stanno facendo i team di Iron Sky e Pioneer One, e una volta ultimato verrà rilasciato gratuitamente via torrent. Se quando ero ragazzino facendo la colletta ci si comprava il vino per andare in manifestazione, adesso ci si girano film e serie, di questo passo entro breve marceremo sui grandi studios dando tutto alle fiamme per costruire un futuro migliore, dove ci produrremo i nostri film a vicenda facendo girare le monetine da un euro, un futuro dove il sogno dei Duplass Bros e di Joe Swamberg diventerà realtà! La storia è quella di una giornalista che si avventura nei tunnel sotto Sydney a cercar rogna e a quanto pare la trova.



VANISHING ON 7th STREET di Brad Anderson, 2011

Nuova prova per Anderson, che se con quel gioiellino di Session 9 mi aveva impressionato, con The Machinist mi fece proprio esplodere la testa, qui alle prese con un horror thriller che a quanto si legge nell'internet è roba abbastanza trasversale e intelligente, una storia metafisica non per tutti i palati, cose di ombre alle quali è meglio non rompere le palle, insomma.  A me non so perchè ma ricorda parecchio Identity, che m'era pure piaciuto un bel po', forse sarà la scenografia un po' posticcia e di derivazione televisiva (Anderson tra l'altro sono anni che sfuria tra le serie più fighe mai prodotte, The Wire, The Shield, Fringe, Treme, Boardwalk Empire e la mai troppo compianta Rubicon) forse per i personaggi che gravitano  tutti attorno allo stesso luogo, forse perchè mi sono svegliato presto e non connetto. Spero solo che la presenza di quel notorio cane maledetto di Hayden Christensen non affossi la pellicola, oltre a lui ci sono John Leguizamo e Thandie Newton, incrociamo le dita.



THE DAY di Douglas Aarniokoski, 2011

Io sono uno che alla mattina quando si sveglia, guardando fuori dalla finestra, spera sempre di trovare gente in avanzato stato di decomposizione che ciondola a destra e a manca nel pieno di una bella zombie outbreak (dove probabilmente finirei morso nel giro di 30 secondi netti) oppure uno scenario post  nucleare con macerie fumanti e gente che s'arrabatta per tentare di salvare la buccia (dove probabilmente finirei stuprato dai predoni o creperei della peggior morte o entrambe le cose nel giro di 30 secondi netti) quindi Aarniokoski, con questo thriller apocalittico, sul sottoscritto ha gioco facilissimo. Mettici poi che c'è Shannyn Sossamon, la musica nel teaser è degli Explosions in the Sky (che se non conoscete siete dei poveri e dovete quantomeno recuperarli subito!) e di sicuro avrai la mia attenzione. Ah, ci sono anche quell'Hobbit di Dominic Monaghan e l'uomo ghiaccio.




BONUS:

SHAOLIN di Benny Chan, 2011

Terzo trailer per il remake del classico The Shaolin Temple, film che segnò l'esordio cinematografico di Jet Li, e che a sto giro nel cast prevede Andy Lau, Nicholas Tse e nientemeno che Jackie Chan, sperando si sia ripreso e ricominci a fare film di un certo livello che boiate come The Karate Kid non ne vogliamo più vedere! Io lo aspetto scalpitando.



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